L’anello di Clarisse – intervista su Finisterrae vincitore del Trofeo Cassiopea 2026

Sul blog letterario “L’anello di Clarisse” esce il 10 giugno 2026 l’intervista su “Finisterrae”, vincitore del Trofeo Cassiopea 2026 come miglior romanzo di fantascienza italiana, a cura di Fabiana Redivo, a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti.

Tante le domande sulla “anima” di Casa Wurttemberq, sui simboli che vi sono sottesi, sulle tematiche politiche sul potere e le sue seduzioni, sui modelli del mio romanzo distopico, fino ai progetti di scrittura (tra cui l’uscita a brevissimo de “La storia vera di un killer nano”, menzione speciale al Premio Calvino, nella collana Frattali di Delos).

Tuttavia, una mi è rimasta nel cuore e che qui riporto:

La tua scrittura intreccia spesso ironia e atmosfere surreali, restituendo una realtà instabile e ambigua. Questa scelta narrativa nasce dall’esigenza di reinterpretare o esorcizzare le criticità e le contraddizioni della società in cui viviamo?

Ironia e surreale fanno parte del mio modo di percepire il mondo, per non prendermi né prenderlo troppo sul serio fino a farmi soffocare dai suoi miasmi (avrai capito che non sono un granché ottimista ;)). Questo genera spesso una Weltanschauung ambigua, dove il falso e il vero si confondono, si mescolano in una serie di comici fraintendimenti (in “Pangolino mon amour” uso addirittura metafore che generano nuovi contenuti surreali). In ogni caso, trovo sempre più spesso che gli uomini agiscano in modo idiota, irrazionale, sostanzialmente autodistruttivo, sicuramente violento e aggressivo al punto da corrodere le libertà individuali. Quindi, l’ironia (o il sarcasmo) e il surreale fungono da filtro […].

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