Cinzia Di Mauro e Aliette De Bodard

Aliette De Bodard – Cinzia Di Mauro interprete

Ho avuto l’onore – e, lo ammetto, anche il piacere – durante l’Aetnacon 2025, di fare da interprete dal francese all’italiano per la scrittrice franco‑vietnamita Aliette de Bodard (video integrale ed estratto), nata negli Stati Uniti, di passaggio a Londra e oggi stabilitasi di nuovo a Parigi. La sua è una carriera costellata di riconoscimenti: due volte vincitrice del Premio Nebula per racconti, finalista all’Hugo, autrice pubblicata su testate internazionali come Interzone, Hub Magazine, Black Static e Asimov’s (conoscendo così Maurizio Manzieri, Cover Artist di sue opere).

Nel dialogo (relatore Salvatore Deodato) scopro un’autrice dal brillante senso dell’autoironia: ripercorre i suoi inizi a New York, quando scrisse in inglese – lingua che non ha mai abbandonato – un romanzo di ottocento pagine, occasione della prima “lezione” sulla necessità di mantenere una misura di leggibilità. A Londra imparò la seconda, dopo aver perso otto capitoli per un guasto al computer: mai dimenticare il backup.

A Parigi trova infine la propria voce con una saga ambientata nel mondo azteco. Pur senza il successo sperato, quell’esperienza le ha spalancato le porte verso le sue radici materne, verso i temi familiari taciuti, il Vietnam postcoloniale e le classi degli oppressi. Questi nuclei sono poi confluiti nella pluripremiata saga di Xuya, ambientata in una Parigi novecentesca popolata da angeli caduti e draghi, dove le comunità d’origine vietnamita e senegalese attraversano nuove forme di soggezione. Affascinante la sua invenzione dei vascelli spaziali semiorganici, intelligenze artificiali che agiscono come veri e propri “lari” o numi tutelari, depositari della memoria delle famiglie, poiché dotati di un’esistenza molto più lunga di quella umana.

Nonostante la formazione da ingegnera, de Bodard confessa di interessarsi nella narrativa non tanto alla tecnologia, quanto alla dimensione sociale della fantascienza: rituali quotidiani, cucina, relazioni familiari intense, coralità di personaggi e introspezione psicologica.

Chissà se un giorno inserirà anche la Sicilia, le sue stratificazioni di popoli e di tradizioni, nella sua letteratura. La serata si chiude con il suo sorriso ironico: “Può darsi… intanto mi godo la cucina!”

Qui il video per intero
Qui un estratto
Articolo su Newsicilia

Articolo di: Cinzia Di Mauro
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