Il giornalino della Cavour

09dic
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la scrittura e il sogno

https://giornalinocavour.wordpress.com/

durata: poche settimane (come gioco della redazione), tutto il triennio (come vetrina)

Il mio obiettivo era quello di introdurre dei ragazzi di prima alla scrittura giornalistica, utilizzando un mezzo tecnologicamente attraente e coinvolgendo al contempo tutti gli altri dipartimenti. La mia scelta, quindi, è caduta in fretta sul blog.
Ho selezionato, tra le tante piattaforme gratuite on line, quella che più si adattava alle mie esigenze di semplicità di formato e di inserimento degli articoli. Quindi, ho presentato l’iniziativa alla classe, assegnando il primo lavoro (con una struttura da me fornita: titolo accattivante, una intro sull’inaugurazione del blog, una spiegazione sul primo concorso grafico, delle interviste ai partecipanti e vincitore, una conclusione) che è poi diventato: “E ora… blogghiamo!

In seguito, ho presentato, desumendoli da quanto già da loro ottenuto, gli elementi fondamentali per un laboratorio giornalistico:
Cosa? – qual è la notizia? Di cosa si sta parlando nell’articolo?
Chi? – chi sono gli attori di questa notizia.
Quando? – il momento, se possibile, determinato con assoluta precisione.
Dove? – Il luogo della nostro articolo.
Perché? – Cercare delle motivazioni all’evento è lo scopo principale del giornalista.
In inglese: le 5W (What, who, when, where, why)

La struttura dell’articolo:
1. Titolo – deve contenere elementi accattivanti e che sintetizzano la notizia.
2. Headline – la notizia in breve.
3. Articolo – chiarezza e completezza delle informazioni; link; grassetti e corsivi.
4. Categoria e tag: scelta dell’argomento generale in cui si può ricercare l’articolo (le rubriche tradizionali); la “pesca” lessicale dei motori di ricerca.
5. Foto: immagine accattivante (foto o disegni).

Ho diviso la classe in gruppi di due (massimo tre) alunni, ad ognuno dei quali ho assegnato una “rubrica“, sulla scorta della quale gli alunni hanno scelto un argomento attinente, interno al mondo scolastico.
Come in una redazione, l’appetibilità e coerenza dei soggetti dei ragazzi/giornalisti sono stati discussi in classe/redazione e sottoposti all’approvazione dell’insegnante/capo redattore.
Quindi, i giornalisti sono andati in cerca di interviste, informazioni e foto, rielaborando poi a casa il frutto delle loro note.

Gli articoli finali (autocorretti sulle indicazioni del capo redattore), corredati di disegni o foto, sono stati da me inseriti nel blog.
I colleghi degli altri dipartimenti hanno anche loro utilizzato questo sito come “vetrina” della classe, per i loro progetti da condividere.


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